MOZIONE CONCERNENTE INIZIATIVE VOLTE A CONTRASTARE IL FENOMENO DELLA CONTRAFFAZIONE (APPROVATA DALLA CAMERA IL 27/07/2011)

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camera dei deputati 1

La Camera,
premesso che:
il fenomeno della contraffazione ha ormai assunto proporzioni mondiali, interessando tutti i settori economici, con particolare impatto sul tessuto produttivo italiano di eccellenza;
quasi ogni giorno le cronache riportano notizie di sequestri di merci contraffatte e fabbricate in Cina, i cui materiali risultano essere estremamente nocivi per la salute dei consumatori. È questo il caso dell’ultimo sequestro avvenuto in Veneto che ha interessato 560.000 paia di occhiali da sole con marchio CE non conforme, senza filtro uva e con tracce di nichel, mentre sono diversi i casi di sequestri di prodotti cosmetici contraffatti immessi sul mercato da ambulanti cinesi;
questi fatti recenti, così come la notizia del giugno 2011 del maxisequestro della Guardia di finanza di Padova di 700 milioni di articoli di bigiotteria contraffatti e potenzialmente pericolosi per la salute, fanno riemergere con forza la necessità di arginare la contraffazione;
una delle ultime interrogazioni presentate dal gruppo Lega Nord alla Camera dei deputati, sulla tutela ed autenticità del marchio CE sui prodotti destinati al mercato europeo, ha ricevuto il consenso esplicito anche da parte della Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, a testimonianza di quanto il mondo dell’artigianato e della piccola impresa sia seriamente minacciato e danneggiato dalla contraffazione;
in quel contesto è stato denunciato come diversi produttori cinesi hanno l’abitudine di copiare il marchio CE, che i produttori italiani devono apporre sui loro prodotti a dimostrazione della conformità degli stessi ai requisiti di sicurezza previsti dalle direttive europee, facendolo risultare in tutto identico a quello originale ad eccezione del minor spazio lasciato tra le due lettere, ad indicare la versione cinese del marchio «China Export»; quest’ultimo viene apposto sui prodotti cinesi destinati all’esportazione che non hanno eseguito alcuna prova di conformità agli standard di sicurezza europei;
la difficoltà nella distinzione tra i due marchi rappresenta una grave distorsione delle regole della concorrenza, anche in considerazione dei prezzi estremamente inferiori dei prodotti cinesi rispetto a quelli delle nostre imprese e reca un danno sia ai consumatori, che sono erroneamente indotti a pensare di acquistare un prodotto con determinate garanzie di qualità e di sicurezza certificate, sia ai produttori, con gravi ripercussioni sull’economia del Paese e sull’occupazione;
il Ministro per i rapporti con il Parlamento, nel rispondere alla citata interrogazione, ha sostenuto la fondatezza della questione denunciata, precisando che nella fattispecie esisterebbero due diversi livelli di illecito: non solo quando il marchio viene apposto in modo graficamente irregolare ma anche, e ancor più grave, quando lo stesso sottende l’effettiva assenza dei requisiti di sicurezza e conformità regolati dalle specifiche normative tecniche di settore. L’intervento non ha tuttavia chiarito quale strategia il Governo dovrà adottare per porre definitivamente
fine all’uso del marchio contraffatto «China Export»;
la contraffazione è un fenomeno in continua espansione e risulta tanto più grave su quei prodotti come i farmaci, gli alimenti, il tessile ed i giocattoli che, venendo a contatto con i consumatori, rischiano di danneggiare la loro salute, a partire dalla nascita di allergie fino ad arrivare ai casi di sviluppo di vere e proprie patologie;
l’Italia è uno dei Paesi più danneggiati dal mercato del falso perché ha una struttura produttiva composta per la grande maggioranza da imprese piccole e medio-piccole che, per la loro esperienza e capacità, sono in grado di offrire sul mercato prodotti di altissima qualità ed eccellenza;
secondo i dati forniti dal Censis, il mercato del falso nel nostro Paese ha realizzato nel corso del 2008 un «fatturato» di 7 miliardi e 107 milioni di euro. Le perdite per il bilancio dello Stato in termini di mancate entrate fiscali sono state calcolate in 5 miliardi e 281 milioni di euro; sono 130 mila i posti di lavoro sottratti all’economia regolare;
negli ultimi anni i sequestri di prodotti contraffatti hanno registrato un notevole aumento in quasi tutti i comparti, ad eccezione dell’elettronica, i cui prodotti sono ancora fortemente copiati. L’Italia, in particolare, nel recepire la direttiva 2004/108/CE con il decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 194, ha esplicitamente vietato di apporre sugli apparecchi e i relativi imballaggi ed istruzioni per l’uso segni che possano indurre in errore il consumatore in relazione al significato o alla forma grafica della marcatura CE, prevedendo l’applicazione di apposite sanzioni nel caso di violazioni della norma;
nonostante gli espliciti divieti e le sanzioni previste dal sopra citato decreto legislativo, l’utilizzo del marchio contraffatto «China Export» risulta ancora molto diffuso, come peraltro emerge dalle segnalazioni provenienti dal mondo delle imprese e dai consumatori,
impegna il Governo:
a dare ulteriore impulso al contrasto della contraffazione dei prodotti e dei marchi, e fornire maggiore tutela contro le forme di uso fraudolento o improprio del marchio CE;
a prevedere meccanismi di garanzia della conformità dei prodotti ai requisiti di sicurezza previsti dalle direttive comunitarie, a tutela delle imprese e dei consumatori;
ad implementare i controlli sul territorio nazionale e alle dogane volti a bloccare l’ingresso di prodotti falsati che inducono in inganno i consumatori, creando un danno alle imprese e, più in generale, all’economia del Paese.
(1-00671)
(Testo modificato nel corso della seduta) «Reguzzoni, Baldelli, Lussana, Montagnoli, Luciano Dussin, Fogliato, Montagnoli, Dal Lago, Fava, Maggioni, Alessandri, Allasia, Bitonci, Bonino, Bragantini, Buonanno, Callegari, Caparini, Cavallotto, Chiappori, Comaroli, Consiglio, Crosio, D’Amico, Desiderati, Di Vizia, Dozzo, Guido Dussin, Fedriga, Follegot, Forcolin, Fugatti, Gidoni, Goisis, Grimoldi, Isidori, Lanzarin, Molgora, Laura Molteni, Nicola Molteni, Munerato, Negro, Paolini, Pastore, Pini, Pirovano, Polledri, Rainieri, Rivolta, Rondini, Simonetti, Stefani, Togni, Torazzi, Vanalli, Volpi, Stucchi, Mistrello Destro, Galati, Ascierto, Golfo, Cosenza».

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