Sui giornali

In questa sezione ho pubblicato una piccola parte di articoli significativi che sono usciti su di me in questi anni.

Il fiorello del parlamento

iltempo1È “l’enfant terrible” della Camera dei Deputati. Romano, 36 anni a ottobre, Scorpione, laurea in Scienze Politiche, ha iniziato giovanissimo a masticare politica, approdando nel 1992 nel Movimento Giovanile Socialista

Oggi, nella XVI legislatura, è Vice Presidente del Gruppo Pdl alla Camera. Simone Baldelli, un “baldo” e bel giovanotto, scapolo d’oro da accalappiare, rappresenta il nuovo che avanza in politica. Racchiude in sé due anime totalmente diverse. Serissimo sul lavoro, quasi un secchione onnipresente in Aula (la scorsa legislatura ha tenuto 200 interventi alla Camera e oltre 250 in Commissione; è tra gli autori del manuale di politica tascabile “Giù le mani dalla Legge Biagi – Il Libro Bianco del lavoro in difesa dei giovani e dei non garantiti”, a cura di Renato Brunetta), ha un lato goliardico, ironico e divertente, che solo gli amici stretti conoscono. E’ un genio delle imitazioni (onorevoli e senatori: attenti quando sentite al telefono le voci incazzose di Berlusconi, Tremonti, Di Pietro e co.!), scrive parodie di canzoni famose trasformandole in inni “politicamente scorretti”, disegna e pubblica vignette satiriche. Come convivono queste due anime? “Amo il mio lavoro e mi ci applico molto. Ma ho imparato a non prendermi troppo sul serio: essere ironici e autoironici aiuta a superare meglio le tensioni e gli scontri della politica e a farsi accettare di più gli altri”, spiega lui. Che ha ceduto nel farsi intervistare sul suo lato goliardico e sul privato solo dopo molte insistenze.

Iniziamo dalle imitazioni: quali sono i suoi cavalli di battaglia?
Diversi politici: Pannella, Berlusconi, Tremonti, Bondi, Cicchitto, Ignazio La Russa e Di Pietro. Frequentandolo molto faccio ormai quasi alla perfezione Cicchitto, ma anche con tutti gli altri mi difendo…
Quando ha scoperto di avere questa vena comica e ironica?
Le imitazioni le ho sempre fatte, fin da ragazzino: è un dono di natura. Da piccolo “mettevo alla berlina” i professori a scuola, a casa i parenti e gli amici. Certo, se imiti il prof. a scuola ridono in dieci, quando imiti un collega che magari è un Ministro, ridono tutti.

Cosa la colpisce di una persona tanto da spingerla a farle il verso?
La frequentazione o le particolarità. A forza di vedere le persone, l’imitazione viene fuori: è come se il personaggio lo ingoi e quando lo rifai viene uguale all’originale.

Berlusconi lo sa che lei lo imita? Che dice?
Certo che lo sa! Ed è molto divertito! Una volta mi ha fatto imitare Tremonti davanti a lui. Io pensavo che Giulio si offendesse, invece è stato autoironico e geniale. Tanto che nell’ultima campagna elettorale, nelle Marche, salendo sul palco dove io avevo appena parlato, ha preso il microfono e ha detto: “Ringrazio Simone Baldelli: dicono faccia la mia imitazione migliore!”.

Immagino che si diverta a fare tanti di quegli scherzetti al telefono?
Quasi mai, li evito, altrimenti succede qualche pasticcio. Ricordo però che una volta, alla Camera, Italo Bocchino mi passò al telefono un collega di Governo: gli ho fatto un cazziatone con la voce di Fabrizio Cicchitto. Sapendo che c’era rimasto male, poi gli ho spiegato che ero io.

E come ha reagito?
Prima mi ha mandato a quel paese, poi è scoppiato a ridere.

Ci racconti qualche altro scherzetto ben riuscito, visto che anche la sottoscritta è stata presa in giro da lei, che al telefono si è spacciato per Antonio Di Pietro. Ci sono cascata con tutte le scarpe: l’imitazione della voce era perfetta!
Quando mi “spaccio” per Di Pietro ci cascano tutti! Durante una seduta in notturna alla Camera, noiosissima, di ostruzionismo, telefonai a un collega dell’Italia dei Valori, facendogli una sfuriata con la voce di Di Pietro. Lo vidi impallidire, mentre gli altri deputati del suo gruppo lo rassicuravano dicendogli: “Non ti preoccupare, Tonino fa così, ma poi gli passa!”. Quindi sono corso da lui e sempre con la voce di Di Pietro gli ho spiegato che era uno scherzo.

Cattivello lei, no?
No, no. Scherzi cattivi non li faccio mai, solo piccole cose che non comportano rischi.

Ma Di Pietro lo sa che lei lo imita?
Lo sa perché ormai si è sparsa la voce. Ma l’ha presa bene, si è divertito.

Lei ha una spiccata vena artistica: scrive canzoni parodiate “politicamente scorrette” e fa politica anche attraverso vignette satiriche…
E’ vero. Mi diverto a scrivere parodie di canzoni note, trasformate in satira politica. Quando Alessandra Mussolini voleva uscire da An e fondare un suo partito, parodiai per lei “Bocca di rosa” di De Andrè. Tra le rime, dicevo anche che prima o poi sarebbe tornata: e così è stato. Il pezzo piacque talmente a Berlusconi, che me lo fece cantare con l’accompagnamento musicale di Apicella durate una cena di F.I.. Nel 2001 ho tenuto anche un one-man show al teatro Flajano: mi sono esibito con canzoni, poesie romanesche e pezzi di satira, presentato dal direttore de “L’Opinione” Arturo Diaconale. Molti colleghi parlamentari mi chiedono da tempo di fare un altro spettacolo.

Dunque ha pure i fans?
Fans no, direi amici affettuosi. A Natale ho regalato a una decina di colleghe del Pdl un Cd con una canzone napoletana che ho inciso sullo splendido arrangiamento musicale di Michele Contesi, amico e professionista di talento.

E a disegnare vignette quando ha cominciato?
Scrivevo sull’Opinione e cercavano un vignettista. Allora mi sono proposto io. Era il 1995. Ho fatto vignette per loro in prima pagina per 5-6 anni. Ora me le pubblica ogni tanto il quotidiano romano “Il Tempo”. Non posso tutti i giorni, perché spesso sto chiuso alla Camera dalla mattina alla sera e non ho tempo per altro. Comunque i miei lavori e i miei interventi parlamentari sono tutti visibili sul mio sito:
www.simonebaldelli.it.

Perché si firma con lo pseudonimo “Baldo”: per mantenere l’anonimato?
Beh, no lo sanno in molti che quelle caricature sono le mie. Spero che ora rimanga un segreto tra me e i lettori !

Quali sono i suoi imitatori professionisti preferiti?
Adoro Corrado Guzzanti, Max Tortora e il grande Fiorello. Fiore l’ho conosciuto dopo un suo spettacolo a Roma: sono andato a trovarlo in camerino per fargli i complimenti. Lui è un genio e io ero un po’ emozionato. Però ci siamo fatti subito due imitazioni al volo. Si è divertito.

Ma non l’ha ancora invitato in trasmissione, a “Viva Radiodue”?
Per me quello è un sogno nel cassetto!

Simone, lei oltre ad essere un onorevole è giovane, bello, simpatico, oserei dire uno scapolo d’oro: non è fidanzato?
Con tutti i difetti che ho chi mi si piglia? Non credo, poi, di essere portato per il fidanzamento. Insomma, non sono capace di fare il fidanzatino.

Ma alla Camera, soprattutto dalle nuove giovani e belle leve, sarà corteggiatissimo?
Magari! Mi chiedono solo a che ora si vota!

Allora, per chi fosse interessata: come si conquista Simone Baldelli?
Mi piacciono le donne con fascino e stile.

Il matrimonio è nei suoi progetti?
Attualmente no. Lo considero un impegno così serio da non prendere alla leggera.

Chi è per lei la più carina del Parlamento? Ha adocchiato una che potrebbe essere il suo tipo?
Non faccio mai questo tipo di classifiche: sono una fregatura! Se ne dici una, te ne inimichi cento!

Che ne pensa delle nuove giovanissime Ministre?
Ho un rapporto buono con Giorgia Meloni, quindi su di lei non posso essere obiettivo. Ci conosciamo da anni, eravamo entrambi capi dei Movimenti Giovanili nello stesso periodo. Siamo molto amici. Quanto alle altre Ministre, cerchiamo di sostenere le loro nuove iniziative in Aula.

E alla sua amica Giorgia non ha mai fatto nessuno scherzetto?
Scherziamo sempre, io e lei. Una volta l’ho chiamata con la voce di Gianni Alemanno, pregandola di andare sul palco del Primo Maggio a cantare “Giovinezza”. Ma lei mi ha “sgamato” subito!

Uscirebbe a cena e si fidanzarebbe con una donna dell’opposizione?
A cena sì, fidanzarmici non so. Non mi piace mescolare lavoro e affetti.

Con la politica è diventato ricco?
Se la politica ti piace, diventi ricco dentro. Per fare i soldi bisogna fare altri mestieri, l’imprenditore o il finanziere, magari. Certo, lo stipendio dei parlamentari non è certo brutto. Ma io non sono uno che ambisce alla ricchezza economica: guido la Clio e non ho mai sognato la Porsche.

Le hanno mai chiesto raccomandazioni?
A me? Ma se sono l’ultima ruota del carro: figurati!

Gabriella Sassone

11/09/2008

17/09/2008 - Il Tempo

Più hamburger e patatine per tutti

di Francesco Bonazzi

Purtroppo a Genova con le tute azzurre non potevamo andarci: mica si può protestare contro chi protesta…e poi adesso siamo al governo. Però il monopolio della rappresentanza giovanile non ce l’hanno certo quelli che si divertono a sfasciar vetrine in giro per il mondo.

Chi parla è Simone Baldelli, un ragazzone romano di 28 anni che in una piazza calda saprebbe sicuramente come farsi rispettare. Se non fosse che ha almeno due controindicazioni gravi. È il coordinatore di Forza Italia Giovani e se il ministro dell’Interno Claudio Scajola lo becca a una manifestazione men che pacifica, lo manganella personalmente. E poi il Baldelli è un ex giovanissimo socialista, passato ai riformatori iperpacifisti di Marco Taradash (del quale è stato segretario particolare) e grande fan del logorroico d’assalto Elio Vito («Può parlare per ore a braccio di qualsiasi argomento», dice di lui con ammirazione). Insomma, lui le manone le agita solo per parlare. E di cose da dire ne ha, come l’avessero costretto al silenzio fin dalla culla. Il documento politico, come si diceva una volta, Simone l’ha imbucato da qualche giorno sul sito dei giovani forzisti (www.forzaitaliagiovani.it).

S’intitola “Viva il G8 e le Tute azzurre!” e vi si spiega chi sono questi ragazzi. «Sono una voce libera, non provocatoria e non violenta, ma orgogliosamente stonata rispetto al gran coro dell’anti-globalizzazione: la voce di coloro che non hanno né il tempo, né la voglia, né l’abitudine di andare in giro a spaccar vetrine per far conoscere la propria idea», si legge nelle prime righe. E poi via con un cantico della globalizzazione, descritta come «spinta virtuosa alla cultura, al mercato e alla solidarietà». In questa chiave, i governanti del G8 vanno sostenuti nella loro opera di guida politica verso un futuro che garantisca pace, benessere e tutela dei più deboli in tutto il mondo. E il McDonald’s non è più un marchio nemico dell’umanità, «ma un luogo capace di sfamare a basso costo centinaia di milioni di uomini e donne, creando posti di lavoro nei paesi dove è presente». Se gli chiedi di parlarti delle Tute azzurre, Baldelli attraversa Roma in bermuda e sandali («In braghette ci vado pure al partito, quando mi gira») e accetta di farsi fotografare in tutona al Mac sulla Prenestina,vicino a casa, con un caldo africano. Perché lui è costretto a essere ben visibile: guida gli 80 mila ragazzi che hanno aderito a Forza Italia, ma con la Tuta azzurra è convinto di rappresentarne cento volte di più. «Sono sicuro che il 99 per cento dei giovani non la pensa affatto come quelli che hanno sfilato a Genova», ci spiega Simone, che fa del buon senso la sua bandiera. La vecchia storia della maggioranza silenziosa? «Manco per idea: questa è gente che si fa ascoltare con il voto e come vota s’è appena visto e si vedrà ancora», ribatte lesto. Per la vera Tuta azzurra, «opporsi alla mondializzazione è come lottare contro la pioggia»: non ha alcun senso. «Più utile battersi per l’eliminazione delle code ai caselli autostradali», provoca Baldelli, che da consigliere regionale nel Lazio di Francesco Staorace deve fare la sua bella figuretta. Poi si fa serio come Scajola gli ha insegnato («Un grande organizzatore del partito, ma per i giovani dobbiamo inventarci qualcosa di diverso») e tira giù un’agendina semplice semplice di priorità, stilata con il metodo dello Zio Silvio. «Berlusconi ci ha insegnato che la buona politica è offrire le risposte alle domande della gente», spiega Simone. E per i coetanei l’elenco è questo: scuole e università finalizzate all’inserimento nel mondo del lavoro; mercato del lavoro meno rigido; accesso più democratico alle libere professioni; non pagare oggi contributi esosi per pensioni che non arriveranno mai. Se vogliamo semplificare ancora, ci soccorre sempre lui, il leader delle Tute azzurre: «Il primo problema dei ragazzi italiani è come fare a meno della paghetta di mamma e papà, ma se hai una bella idea imprenditoriale la banca ti chiede un immobile in garanzia per darti un prestito». Su questi temi terra terra, Baldelli sta pensando di organizzare presto un convegno che sancisca l’uscita allo scoperto delle Tute azzurre. E promette di stupire: «Sbaglia chi crede che siamo una banda di giovani fighetti sfaccendati, tutti macchina e cravattone… Siamo ragazzi con la testa sulle spalle e niente soldi per andare a Seattle a far casino». Del resto lui è figlio di un geometra del Catasto e sua mamma è una pensionata da 670 mila lire al mese che lo martella quasi ogni giorno con quella storia del milione al mese. «Se Silvio non mantiene la promessa fatta in campagna elettorale sono finito», ammette con un certo candore Simone il furbo. Che la tuta la usa solo per far politica.

23/08/2001 - L'Espresso