News

12/01/2011 – QUESTION TIME ALLA CAMERA DEI DEPUTATI (in diretta dalle 15 su Rai2)

CAMERA DEI DEPUTATI

BALDELLI e SCANDROGLIO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

  • l’Italia sta affrontando, come il resto dei Paesi industrializzati, il persistere della crisi economico-finanziaria che si è abbattuta sui mercati nel 2008;
  • grazie alle politiche di finanza pubblica e a quelle del lavoro promosse dal Governo, l’Italia ha guadagnato durante la crisi posizioni competitive rispetto ad altri Paesi che prima le erano davanti;
  • in particolare, il tasso di disoccupazione italiano è sotto la media dell’Unione europea e il mercato del lavoro interno ha assorbito bene lo shock finanziario;
  • la crisi, però, non è finita, come sottolineano autorevoli esponenti del Governo e di istituzioni sopranazionali, e pertanto non si può abbassare la guardia, soprattutto sul tema dell’occupazione;
  • l’Italia deve attirare investimenti per rimanere competitiva in un’economia globale di mercato e a tal fine le parti sociali hanno avviato tra loro un proficuo dialogo sul ruolo delle relazioni industriali nella moderna economia;
  • con l’adozione nel 2009 della nuova piattaforma contrattuale, che valorizza la contrattazione decentrata, sia essa territoriale o aziendale, sindacati e parti datoriali si sono assunti maggiore responsabilità nel definire insieme il futuro delle aziende italiane;
  • il caso dell’azienda Fiat di Pomigliano d’Arco è stato emblematico di questa nuova impostazione, dimostrando come sia possibile mantenere siti industriali in Italia, premiando adeguatamente gli incrementi di produttività;
  • l’Italia registra, infatti, tassi di produttività nel settore auto inferiori alla media delle altre aziende ed è chiamata ad allinearsi agli standard europei per rimanere appetibile agli occhi degli investitori;
    oggi la storia si ripete per il sito di Mirafiori, che vede Fiat impegnata nell’attuazione di un ambizioso piano industriale nel nostro Paese;
  • giovedì 13 gennaio 2010 e venerdì 14 gennaio 2010 i lavoratori dello stabilimento sono chiamati ad esprimersi tramite referendum sulla proposta del nuovo contratto aziendale;
  • l’amministratore delegato Marchionne ha dichiarato come condizione necessaria alla conferma degli investimenti e, dunque, al mantenimento del sito produttivo, l’approvazione del referendum a maggioranza assoluta -:
  • quale sia lo stato dell’arte della trattativa sullo stabilimento Fiat di Mirafiori e quali siano gli interventi messi in atto per favorire una conclusione positiva della vicenda.

(3-01387)

MOZIONE CONCERNENTE INIZIATIVE VOLTE A FAR CESSARE LE PERSECUZIONI NEI CONFRONTI DEI CRISTIANI NEL MONDO

CAMERA DEI DEPUTATI

La Camera,
premesso che:
la strage perpetrata alla Cattedrale dei santi contro la comunità copto-ortodossa ad Alessandria d’Egitto, durante la celebrazione della messa per il nuovo anno, verosimilmente opera del terrorismo al-qaedista che minaccia contemporaneamente il Governo di Mubarak, è il culmine di un’offensiva condotta con violenza sistematica e indiscriminata contro la presenza cristiana in vaste aree del mondo, in particolare dove ha carattere di minoranza religiosa;
l’immagine del Cristo imbrattata di sangue innocente diffusa dai media di tutto il mondo, con la sua potenza simbolica, ha scosso l’indifferenza di molta opinione pubblica occidentale, fin qui poco disposta a impegnarsi attivamente anche in presenza di situazioni che si protraggono tragicamente da anni. Tra i casi di persecuzione conclamata si segnalano, senza voler esaurire l’elenco:
a) il già citato caso dell’Egitto, dove, sebbene il Governo egiziano si sia da tempo impegnato contro il terrorismo ed a favore della convivenza civile e religiosa dei popoli, hanno avuto purtroppo luogo atti ricorrenti di violenza contro cristiani copti ed attacchi di varia natura ai cristiani, fino ai recenti attentati del 6 gennaio 2010;
b) la vera e propria pulizia etnica che riguarda le varie denominazioni cristiane in Iraq, presenze fondativi: della civiltà mesopotamica, oggetto da anni di una sequela ininterrotta di sequestri di persona, omicidi di vescovi, sacerdoti e semplici fedeli, emarginazione dalla vita pubblica, fino allo spaventoso attentato nella cattedrale sirocattolica di Baghdad del 31 ottobre 2010, con più di cinquanta morti. Il dato attuale è che la comunità ecclesiale, che prima della guerra del 2003 era costituita da oltre un milione di persone, ora, costretta alla diaspora, è ridotta a meno della metà e spinta a costituirsi in ghetti nel Nord del Paese;
c) la persecuzione che dall’agosto del 2008 investe, in particolare, i cristiani dello Stato di Orissa, in India. In quel primo pogrom, perpetrato da fanatici indù sostenuti da partiti nazionalisti, si sono contate un centinaio di vittime linciate. I numeri parlano di 50 mila profughi fuggiti nelle foreste, i quali una volta tornati a casa sono oggetto di minacce per la conversione forzata all’induismo, la distruzione di 6.500 case, 350 chiese e 45 scuole;
d) in Pakistan la legge sulla blasfemia è usata per consegnare al carcere e alla morte i cristiani più attivi. Tra i casi recenti si segnala il linciaggio dei fratelli Emmanuel, assassinati mentre in manette venivano trascinati in prigione, e la sentenza capitale contro Asia Bibi, una contadina che non ha accettato di rinunciare alla sua fede;
e) lo stato di tensione per la volontà di imporre la sharia anche nelle zone della Nigeria e del Sudan, dove sono presenti comunità cristiane; da ultimo l’assalto durante il Natale a numerose chiese in Nigeria, con eccidi e successivi scontri e vittime anche tra i musulmani;
f) la situazione di persecuzione totale dei cristiani in Corea del Nord, immediatamente consegnati, quando scoperti come tali, al sistema concentrazionario equivalente alla morte certa;
g) l’oppressione in Vietnam dei cattolici montagnard, un’etnia cattolica, oggetto per questo di vessazioni continue;
in Cina la carcerazione e l’internamento nei lager (laogai) di clero e laici cattolici fedeli a Roma;
la libertà religiosa è un diritto essenziale, in quanto coinvolge direttamente la coscienza della persona in relazione alla sua identità più profonda. Come è stato scritto, essa è la madre di tutte le libertà; è un principio di civiltà universale, che deve interessare tutti, anche i non credenti. I delitti commessi contro di essa sono una ferita all’umanità in quanto tale. E per questo essa è tutelata in maniera particolare nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, trovando nell’articolo 9 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (Cedu) la sua formulazione più completa, che qui conviene ribadire nella sua interezza: «Libertà di pensiero, di coscienza e di religione. 1. Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, così come la libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti. 2. La libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo non può essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono stabilite dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una società democratica, alla pubblica sicurezza, alla protezione dell’ordine, della salute o della morale pubblica, o alla protezione dei diritti e della libertà altrui»;
il termine «cristianofobia» è quello che descrive più compiutamente questo fenomeno di portata universale, e come tale è stato adottato dall’Onu sin dal 2003 e dal Parlamento europeo nel 2007. Con questa espressione si vuole qualificare l’unicità di questa persecuzione, che si esprime in odio cruento in Paesi dove il cristianesimo è in minoranza, ma trova fertile terreno anche in Occidente, dove si vuole negare la pertinenza pubblica della fede cristiana o se ne censurano i simboli o si vuole limitare l’obiezione di coscienza in questioni sensibili di etica sociale;
il Governo italiano si è fatto promotore di una politica attiva di difesa della libertà di coscienza e di religione ovunque nel mondo, ed in particolare in Medio Oriente; in ossequio alla sua vocazione culturale e alla collocazione geografica di «ponte» tra l’Europa e il Mediterraneo, tra Nord e Sud, ha da tempo sviluppato un’azione per promuovere l’apertura ed il dialogo reciprocamente rispettoso con i popoli vicini di religione islamica. Un’azione che è stata intensificata negli ultimi anni a fronte dei numerosi attacchi contro le minoranze religiose nel mondo, in particolare quelle cristiane. Il Governo Berlusconi, all’interno dell’Unione europea, ha proposto un piano d’azione che rafforzerà l’impegno ed il coordinamento dei Paesi europei per il rispetto delle libertà religiose nel mondo. Su impulso italiano, i Paesi europei hanno presentato alle Nazioni Unite una risoluzione sulla libertà religiosa, che è stata approvata nel dicembre del 2009 e che è stata presentata nuovamente e con rinnovata forza alla 65.ma sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite,

impegna il Governo:

a far valere con ogni forma di legittima pressione diplomatica ed economica il diritto alla libertà religiosa, in particolare dei cristiani e di altre minoranze perseguitate, laddove risulti minacciata o compressa per legge o per prassi, sia direttamente dalle autorità di Governo, sia attraverso un tacito assenso e l’impunità dei violenti;
a promuovere in Italia, nelle scuole e in ogni ambito culturale, la sensibilità alle tematiche della libertà religiosa e della «cristianofobia»;
a far valere nelle relazioni diplomatiche ed economiche, bilaterali o multilaterali, la necessità di un effettivo impegno degli Stati per la tolleranza e la libertà religiosa, fino al diritto sancito alla «libertà di cambiare religione o credo»;
ad adoperarsi affinché analogo principio sia fatto valere a livello di Unione europea e di qualsiasi altro organismo internazionale per l’assegnazione di aiuti agli Stati;
a continuare nell’impegno perché la risoluzione sulla libertà religiosa sia effettivamente implementata negli Stati dell’Onu, promuovendo la costituzione di un organismo dedicato.
(1-00486) (Ulteriore nuova formulazione) «Mazzocchi, Angelucci, Di Virgilio, Renato Farina, Pagano, Laboccetta, Baldelli, Pittelli, Speciale, Malgieri, De Nichilo Rizzoli, Antonio Pepe, Gioacchino Alfano, Aprea, Aracri, Armosino, Ascierto, Baccini, Barani, Barbieri, Beccalossi, Bergamini, Bernardo, Bernini Bovicelli, Berruti, Bertolini, Biancofiore, Bianconi, Bocciardo, Boniver, Bruno, Calabria, Carlucci, Castellani, Catanoso, Cazzola, Ciccioli, Cirielli, Colucci, Corsaro, De Camillis, Del Tenno, Di Caterina, Franzoso, Frassinetti, Fucci, Garagnani, Garofalo, Germanà, Ghiglia, Giammanco, Girlanda, Gottardo, Holzmann, La Loggia, Laffranco, Landolfi, Lehner, Lisi, Lorenzin, Lupi, Mancuso, Mantovano, Giulio Marini, Marsilio, Mazzuca, Migliori, Minardo, Minasso, Mussolini, Nirenstein, Nola, Palmieri, Palumbo, Pelino, Pianetta, Polidori, Porcu, Pugliese, Rampelli, Razzi, Mariarosaria Rossi, Saltamartini, Sammarco, Savino, Sbai, Scalera, Scandroglio, Sisto, Stagno d’Alcontres, Stradella, Toccafondi, Torrisi, Valducci, Ventucci, Versace, Vignali, Zacchera, Marinello».

22/12/2010 – QUESTION TIME ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

CAMERA DEI DEPUTATI

BALDELLI e BARANI. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

  • la malnutrizione negli ospedali è un problema concreto che rallenta il percorso di guarigione, rende ancora più spiacevole la degenza e grava sul servizio sanitario nazionale;
  • il rapporto con il cibo è sempre importante, tanto più in periodi delicati della vita come lo sono i ricoveri in ospedale, che espongono il fisico già vulnerabile ad un ulteriore indebolimento dovuto alle carenze nutrizionali;
  • la ristorazione ospedaliera è parte integrante della terapia clinica;
  • una corretta alimentazione durante il ricovero, in particolar modo con riguardo agli anziani e ai lungodegenti, diventa parte integrante del percorso di cura -:
  • quali siano gli interventi del Ministero della salute in materia di ristorazione ospedaliera.

(3-01375)