MOZIONE CONCERNENTE INIZIATIVE PER IL RISPETTO DEI DIRITTI CIVILI E POLITICI IN BIELORUSSIA

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CAMERA DEI DEPUTATI

La Camera,
premesso che:
a seguito delle elezioni presidenziali di marzo 2006, il Consiglio dell’Unione europea ha adottato delle sanzioni contro la Bielorussia, adottando misure restrittive contro i responsabili politici e amministrativi delle violazioni degli standard elettorali internazionali, con l’obiettivo di indurre il Governo della Bielorussia a conformarsi alle regole basilari di un ordinamento democratico;
nel 2008, a seguito della liberazione di alcuni militanti dell’opposizione incarcerati due anni prima, l’Unione europea ha deciso di spronare il Governo bielorusso a proseguire sulla via di una graduale democratizzazione e di mandare un segnale di incoraggiamento in tal senso, sospendendo le sanzioni, tra le quali figurano limitazioni alle concessioni di visti ed il congelamento dei beni finanziari all’estero di una lista di alti esponenti bielorussi, compreso il Presidente Lukashenko;
nell’ottobre 2010 l’Unione europea ha deciso di confermare il «congelamento» delle misure restrittive, prorogandolo fino al 31 ottobre 2011, anche nel quadro della politica di dialogo critico nel frattempo avviata con il Governo di Minsk nell’intento di instaurare un canale di comunicazione più strutturato ed efficace;
il medesimo Consiglio affari esteri di ottobre 2010 aveva, altresì, indicato che «chiari e visibili progressi nella condotta delle elezioni» del 19 dicembre 2010 avrebbero avuto effetti positivi nei rapporti tra Unione europea e Bielorussia;
il 20 dicembre 2010 gli osservatori internazionali dell’Organizzazione per la Sicurezza e la cooperazione europea (Osce) hanno riscontrato gravi irregolarità nello svolgimento delle elezioni in Bielorussia, in particolare in fase di conteggio dei voti, i cui risultati ufficiali hanno portato a massicce proteste di piazza, a centinaia di inaccettabili arresti ed a violente repressioni contro oppositori del regime, compresi diversi candidati presidenziali, in assoluta violazione di tutti gli standard democratici sulla libertà politica e sulla libertà di protesta e manifestazione pacifica;
nelle settimane successive alle elezioni, si sono susseguiti espulsioni di studenti universitari dagli atenei bielorussi e licenziamenti di lavoratori, con motivazioni meramente politiche, alimentando un’atmosfera di insicurezza e di repressione delle libertà democratiche;
a fine dicembre del 2010 le autorità bielorusse hanno unilateralmente disposto la chiusura della missione Osce a Minsk, a seguito delle valutazioni da questa espresse in merito alle irregolarità nelle votazioni e ai gravi episodi di violenza verificatisi, vanificando l’opera di raccordo e di dialogo intrapresa in tale ambito sin dal 2003;
la comunità internazionale, in particolare l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Catherine Ashton, hanno condannato con decisione sia lo svolgimento delle elezioni che i gravi episodi di violenza registrati successivamente, richiedendo la liberazione immediata delle persone detenute per motivi politici dal regime del Presidente Lukashenko;
il Governo italiano ha da subito espresso la più ferma condanna delle misure repressive adottate dalle autorità della Bielorussia. Il Ministro degli affari esteri Frattini, con dichiarazioni rese il 20 dicembre 2010, ha qualificato come «inaccettabili» le violenze ai danni dei manifestanti e gli arresti di esponenti dell’opposizione. Lo stesso Ministro Frattini ha successivamente ribadito al suo omologo bielorusso Martynov la forte preoccupazione del Governo italiano in merito alla condotta di Minsk, anche in relazione ai riflessi sul dialogo con l’Unione europea delle misure prese dalla Bielorussia,

impegna il Governo:

a sollecitare l’immediato rilascio di quanti siano ancora detenuti per motivazioni di natura esclusivamente politica;
ad impegnarsi assieme ai partner dell’Unione europea per esercitare le necessarie pressioni, anche attraverso il temporaneo ripristino di sanzioni verso i responsabili degli abusi, affinché le autorità di Minsk imbocchino con decisione il cammino verso il raggiungimento degli standard europei in materia di stato di diritto e libertà democratiche;
ad effettuare concreti gesti di solidarietà e di sostegno alla società civile bielorussa, nello spirito di una collaborazione con l’Unione europea che va incoraggiata e rilanciata.
(1-00537)
«Antonione, Stefani, Sardelli, Baldelli, Angeli, Biancofiore, Bonciani, Boniver, Renato Farina, Lunardi, Malgieri, Migliori, Moles, Osvaldo Napoli, Nicolucci, Nirenstein, Pianetta, Picchi, Scandroglio, Zacchera, Dozzo, Pini, Cesario, Grassano, Moffa, Razzi, Ruvolo».

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